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    dopo mezzanotte
 

Sabato, 13. Gennaio 2007

Dopo Mezzanotte
di anteaavenum, 14:40



DOPO MEZZANOTTE

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Past Midnight - Author: antea-aevum - Fiction Rated: T - - Drama/Angst Severus/Harry friendship - Based on: Detention with Umbridge, Book 5 - Tradotto da Sinaré & Cuccussette - Per tutti - Dramma e amicizia - Basato sulla Punizione con la Umbridge del 5 libro.

Qua l'Originale : http://www.fanfiction.net/s/1890397/1/

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Harry represse uno squassante sbadiglio quando chiuse la porta della professoressa Umbridge con un delicato click. Gli sarebbe piaciuto sbatacchiare la porta piuttosto, ma era abbastanza furbo da rendersi conto che quello non avrebbe portato a lui niente di buono.
La mano pizzicava come al solito e si chiese per un attimo se fosse stato ancora capace di tenere l'impugnatura della scopa mentre volava, ma si ricordò con amarezza ch, tirò fuori un tessuto che aveva preparato in precedenza ( era esperto nella cosa ) e lo avvolse stretto alla mano sanguinante. Il sangue era colato dal palmo fino alle dita e era sul punto di colare sul pavimento, prima che Harry svelto non lo avesse fermato.
"Nemmeno te," si lamentò mentre la rampa di scale si mosse sotto i suoi piedi per girare in un'altra direzione. Momentaneamente estraniato, bestemmiò tra i denti e si appoggiò contro la balaustra, attendendo che un'altra rampa prendesse il suo post
e il Quidditch era molti sogni più avanti. Avanzò verso una rampa di scaleo. La scelta di prendere un'altra strada gli uscì di mente mentre posava la fronte sulla superficie liscia del percorso e sbadigliò di nuovo.
Le punizioni della Umbridge erano sembrate così di routine ( doveva dire che se l'era voluta, provocandola a quel modo, sapendo bene che si sarebbe guadagnato la punizione nel fare così, e nonostante ciò non era riuscito a resistere alla tentazione di stuzzicare la strega)che il primo insopportabile dolore nella mano era svanito in niente altro che un basso pulsare e un rapido pizzicore. Sapeva che le parole sarebbero sempre state con lui per sempre poiché non sembravano andarsene dopo ripetuti tagli.
Sfasciò la mano e notò che l'emorragia era rallentata. Le pallide parole gettavano sangue e si affrettò a mettere di nuovo il panno. Era molto imbarazzato, se glielo aveste chiesto. Doveva trovare della pozione per liberarsi della cicatrice in breve tempo. Andarsene a giro con ' Non devo dire le bugie' sulla mano era la sua umiliazione.
Guardò su per controllare se le scale stessero arrivando e fu allarmato di vedere il Professor Snape che lo studiava con occhi neri e gelidi da un pianerottolo sopra. La sola cosa che li separasse era il vuoto abisso che poteva essere superato con la piattaforma.
Va bene…
"Buonanotte, Professor Snape," disse timido Harry appena voltò, per liberarsi della vista del Professore. Snape non lo aveva mai guardato a quel modo ed era un po' spaventoso.
"Fermati qui."
Harry si sentì indifeso e meschino quando si voltò verso il Professor Snape. "Sì, signore?"
"Ti rendi conto che è passato il coprifuoco? Cose stai facendo a girare per i corridoi a quest'ora?" scattò in risposta.
"Io.." iniziò Harry, sentendo come la cosa fosse ovvia. L'intero corpo docente della scuola già sapeva come stesse collezionando con regolarità punizioni dalla Professoressa Rospo.
"Vieni qui," abbaiò il Professor Snape. "Non ti parlerò a metri di distanza."
""Non c'è piattafo…" Harry si sentì trionfante, sperava che sarebbe stata una scusa dato che la piattaforma non era disponibile, ma proprio mentre giubilava, la piattaforma scivolò dal lato destro per andare al posto giusto davanti a lui. Gargolle rampanti.
"Cosa dicevi?" rispose il Professor Snape con voce fredda che poteva congelare l'intero Deserto del Sahara in iceberg.
"Niente," sospirò Harry e procedette a montare le scale.
Come se quel giorno non ci fosse proprio, aveva appena posato il piede sulla superficie sicura del piano superiore quando la piattaforma decise di muoversi di nuovo. A malapena era riuscito a mettere su il piede sinistro quando scivolò via lasciandogli una caduta di tre piani sottostanti. Harry guardò giù e singhiozzò.
"Signor Potter!"
Di puro istinto, scattò con la testa indietro per avere davanti il professore e fece un passo indietro nello stesso momento, scordandosi che, a meno che non potesse camminare nell'aria, camminava verso il basso.
Gridò quando il piede destro non riuscì a trovare terreno solido e scivolò. Il Professor Snape notò uno sguardo sorpreso prima di afferrare la mano destra di Harry per salvarlo, strappandogli un grido di dolore quando gli strinse la mano ferita. Il Professor Snape quasi mollò la mano di Harry prima di radunare tutti i sensi e afferrare anche l'altra, trascinandolo sul terreno sicuro.
Harry prese un po' di profondi respiri, scuotendo la mano dolorante prima di accorgersi che il Professor Snape era pesantemente accasciato sulla balaustra, e scuoteva la testa.
"Avrei dovuto immaginare che chiamare quassù un Gryffindor sarebbe stata una brutta idea," strascicò appena Harry si fu messo in piedi.
"Avrei dovuto immaginare che essere chiamato da uno Slytherin non avrebbe portato del buono," rispose Harry, poi immensamente desiderò non averlo detto.
Il Professor Snape sembrò pronto a controbattere qualcosa sulla linea dei <Dieci punti dal Gryffindor > o < punizione >, ma invece rispose, "Vedo che le discussioni futili con la Professoressa Umbridge hanno fatto del danno."
"Vivo per offendere," borbottò amareggiato Harry.
La porta della stanza della Professoressa Umbridge si era aperta e Dolores aveva messo fuori la testa. "Ancora qui, caro Harry? Non pensi che dovresti andare al tuo dormitorio adesso, è molto olrte il coprifuoco. Se non ti dai una mossa, dovrò togliere punti."
"E di chi è colpa se sono qua fuori molto dopo il coprifuoco?" rispose di un tratto Harry.
La Professoressa Umbridge sorrise. "Oh, bene. Ci dovremo lavorare nella prossima punizione, no? Domani alle nove, ti vedrò qui, Signor Potter. Buonanotte, professor Snape. " Sbattè la porta chiudendola.
"Congratulazioni, ti sei guadagnato la sesta punizione," disse secco il Professor Snape. "Mai pensato di tenere la bocca chiusa?"
"La settima," rispose Harry roteando gli occhi. "Troverà un'altra maniera di darmi la punizione, se non rispondo così, perché soffrire per qualcosa che non ho fatto ? Devo meritarla, bene."
Il Professor Snape vide poca logica ma piuttosto sbuffò. Guardò rapido la mano bendata di Harry prima di rivolgersi verso la piattaforma che conduceva nel sotterraneo. "Seguimi."
"Sono libero domani alle sette," propose Harry cercando di tenere il passo. Non era proprio il momento per una punizione. Tutto quello che voleva era crollare sul letto. In effetti, era certo che sarebbe inciampato e avrebbe passato la notte sul pavimento.
"Per cosa?" chiese Snape mentre scendevano ne sotterraneo.
"Punizione. E' passata la mezzanotte e anche tu hai bisogno di sonno," disse Harry mentre ercava di tenere l'andatura del Maestro delle Pozioni.
"Dormirò mentre pulirai," rispose il professor Snape.
Harry gemette senza volerlo. Avrebbe dovuto saperlo."Ma non ho mai detto che dovevi fare la punizione con me," proseguì.
La testa di Harry scattò su. "Oh?"
Severus borbottò la parola d'ordine e entrò nei sotterranei, Harry dietro di lui. "Anche se, non credo di volere che tu mi sanguini sui calderoni."
"No…" iniziò a dire indignato harry, ma il professore lo interruppe.
"Dammi la mano."
"La… che?" gemette Harry.
"Sei sordo?" scattò Snape.
"Solo un po'," borbottò Harry.
"Lo ho sentito."
"Certo che sì."
"Signor Potter, non sono qui per ascoltare la tua impertinenza…"
"Sei sposato?"
Severus gelò. "Cosa?"
"Sposato," Harry fece una smorfia. "Tu e la Professoressa Umbridge avresta fatto una tanto bella coppia." Alzò le spalle senza riflettere. Aveva appena detto una simile cosa? Qualcosa non andava con lui. Aveva intenzione di tenere la cosa per sé. Ma, allora, il fatto è che era mezzo addormentato e per l'altra metà aveva dolore ad ogni movimento che faceva con la mano destra, e non era proprio dell'umore per affratellarsi con Snape.
Severus si incupì e afferrò la mano destra di Harry con un movimento fluido, senza dare al ragazzo tempo per accorgersene e piegarsi in due dal dolore. Strappò via la benda ma fu sorprendentemente delicato quando si avvicinò la mano agli occhi, ispezionando i tagli e leggendo le parole con fare cupo.
""Potevi solo chiedere di sapere," disse Harry a disagio, cercando di ritirare la mano da Snape.
"Non devo dire le bugie," fece una smorfia. "Ma che bella linea."
"Allora, cosa stavi cercando di leggere negli ultimi cinque minuti," ribatté Harry. Fece una smorfia ancora, quando si rese conto di avere appena fatto un altro commento che probabilmente lo avrebbe portato alla punizione o a una perdita di punti. Davvero, cosa poteva arrivare a fare una persona, dopo mezzanotte…
Soffocò un altro sbadiglio.
Il professore gli lasciò andare la mano senza una parola e si voltò per aprire il suo armadio. Versò una ciotola di liquido giallognolo e scrutò Harry. "Inzuppaci la mano," disse burbero.
Harry guardò la mistura giallo spento. "Non .."
Severus gli afferrò la mano e la ficcò nella ciotola. Harry aprì la bocca per protestare ma poi prese a rendersi conto che il dolore stava svanendo.
"La Umbridge potrà essere fastidiosa tutte le volte, ma questo non significa che devi iniziare una battaglia che sai di perdere contro lei," borbottò Snape dalle profondità dell'armadio. "Per questa volta, sono certo che hai già capito come la punizione con lei non è nulla i divertente. Con questo ritmo ed andamento, quella ferita sulla mano non guarirà facilmente."
Harry batté le palpebre. Snape gli dava un consiglio ? Doveva portare lì Colin Crevey… come sarebbero state quelle foto, sonore?
"Quella tua attitudine Gryffindor," buttò la parola come se fosse veleno sulla lingua, "in questo momento, con la Umbridge, non ti porterà da alcuna parte."
Harry affondò nella sedia e spinse su la testa con la mano sinistra, la destra sempre ficcata nella ciotola.
"Mi hai sentito, Potter?"
"Sì, signore."
"Quanto dura la tua punizione con la Umbridge?"
"Cosa?"
"Mi hai sentito."
"Due ore, signore."
"E' meglio che controlli la lingua perché ti stai comportando più da Slytherin con quella, e sarà sconvolgente per Dumbledore che il suo Ragazzo D'oro si stia trasformando in uno Slytherin. E sarà ancora più sconvolgente per me doverti accogliere nella mia Casa." Il Professor Snape spinse un paio di bottiglie di ingredienti da parte, per ficcarle in un'enorme ciotola di vermi, senza curarsi della risposta di Harry.
Il consiglio del professor Snape era altalenante e cullante e Harry ghignò, chiudendo gli occhi. Il Professor Snape parlò senza emozione e il tono piatto presto cullò Harry in un sonno profondo.

Quando Harry si ridestò, fu allarmato nel rendersi conto che era ancora giù nei sotterranei, seduto al tavolo del Professor Snape. Saltando un po' , notò che la sua mano destra era posata sul tavolo, la ciotola non c'era più. La cicatrice era a malapena visibile e quando prese ad alzarsi, vide una coperta che qualcuno gli aveva gettato sulle spalle. Arrossì color ciliegia e lesto piegò la coperta, posandola con precisione sulla sedia.
"non avrai pisolato sul mio tavolo, spero," il Professor Snape venne da un'altra porta di ingresso, e a mezza strada ripose la bacchetta nell'abito.
"No, signore," Harry era sempre un poco stupito di non riuscire a pensare a niente altro con cui rispondere.
"Perché sei ancora lì in piedi? Non mi rendo responsabilità per il tuo ritardo in classe. E credo che sia lezione di Difesa, quella che hai stamani."
"Sì, signore," Harry si mosse lesto verso la porta, non voleva niente altro che andarsene via dal professore.
"E Potter? Punizione stasera alle undici, per aver dormito sul mio tavolo senza permesso," Snape lo sorpassò. "E chiudi la porta bene."
Harry fissò la schiena che si allontanava del suo professore prima di chiudere la porta. "Potevi anche svegliarmi… "
Poi si interruppe e corse dietro Snape, a stento lo riprese mentre se ne saliva una rampa di scale diretto al Salone. "Professor Snape!"
Snape si interruppe e si voltò per vedere Harry correre verso di lui. "Cosa?" scattò.
"Uh… grazie," disse timido Harry.
"Non devi ringraziarmi per la punizione, Potter. Sono più che compiaciuto di averti a pulire i calderoni fino all'alba," continuò il professor Snape salendo le scale.
"Non quella ! " strillò Harry, "La.. quell'altra."
Severus non si voltò per frnteggiare lo studente, ma emise un forte sbuffo che Harry poté sentire dal fondo delle scale. Harry sospirò e poi sghignazzava.

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